Genitori e figli…
Proteggere i figli, immagino (in quanto personalmente non ne ho), sia un impulso molto forte. Il desiderio di tenerli lontano da qualsiasi cosa riteniamo possa essere dannosa e nociva è una risposta naturale.
Ma cosa succede quando ciò da cui vogliamo proteggerli è il loro futuro? Cosa succede se gli neghiamo l’occasione di prendere confidenza e acquisire gli strumenti necessari per leggere ciò che, con ogni probabilità, in futuro sarà la loro realtà quotidiana?
La comprensione del rapporto tra media e uomo richiede un approccio critico, e l’educazione alla comprensione di questi dev’essere carica d’intenzionalità liberatrice. Il non cedere alle facili paure fomentate dai media, al disinteresse verso qualcosa che non sentiamo appartenerci da un punto di vista generazionale, non è semplice. Richiede di mettersi in gioco, aprire la mente e cercare di capire come il mondo della comunicazione, e quindi delle relazioni umane, stia cambiando diventando sempre più vario.
Il tutto senza perdere di vista quanto ci permette di orientarci in questo mondo, il frutto della nostra esperienza di vita. Comprendere la realtà odierna non vuol dire accettarla a braccia aperte, ma procurarsi – e aiutare a sviluppare – gli strumenti di lettura di questa realtà. Ampliando le nostre possibilità di azione.
