Tra i Bonobo e il Digitale
Nel cuore del Congo, vicino a quello di tenebra, una femmina insegue un maschio cercando di afferrarlo per i testicoli. Questo particolare gioco è stato osservato dalla primatologa Behncke Izquierdo nelle scimmie Bonobo, in una piccola comunità nelle foreste congolesi. Come ci fa notare la dottoressa, strappandoci un sorriso, questo potrebbe essere la radice dell’espressione “lo tiene per le palle”. La Izquierdo attraverso i suoi studi cerca di capire le origini del gioco umano e il ruolo che questo svolge entro la società. I Bonobo sono conosciuti per essere le scimmie “fate l’amore non la guerra” e, insieme agli scimpanze – generalmente più noti per la loro aggressività – sono i nostri cugini più vicini, abbiamo un nonna in comune circa 6 milioni di anni fa.
Un “collante”, è l’espressione che la primatologa usa spiegando come il giocare tenga unite le scimmie, e le persone, sviluppando legami forti basati sulla fiducia. Attraverso alcuni racconti illustra come le diverse difficoltà incontrate dalla microsocietà dei Bonobo sono, di volta in volta, affrontate e superate in maniera positiva con un approccio giocoso.
Ritornando dalla nostra passaggiata tra le origini dell’uomo arriviamo ai giorni nostri con Jane McGonigal, che nel suo recente libro “Reality is Broken” individua nel gioco la soluzione ai problemi della società moderna. Ovviamente non un gioco primitivo come quello dei Bonobo, ma uno coerente con la nostra situazione storica. Un gioco, quindi, digitale che consenta alle persone di unire le forze verso la ricerca di soluzioni sempre più creative e sostenibili.
Originalmente pubblicato su UNO mensile Ticinese
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